Nemesi

di Philip Roth

Ed eccoci con l’ultimo libro di aprile.

Non ho sbagliato mese ma, come alcuni di voi sapranno se hanno seguito le stories su Instagram, mi sono trasferita e sono quindi incredibile in ritardo con i post sulle mie letture.

Ho ripreso a lavorare e, non potendo più stare a contatto con i miei genitori, ne ho approfittato per velocizzare un trasferimento che programmavo da tempo.

Pensavo che Il labirinto degli spiriti sarebbe stato l’ultimo libro di aprile, ed invece mi sono ritrovata a leggere in un giorno (il 30) Nemesi di Philip Roth.

È stata una lettura piuttosto sofferta, leggere delle conseguenze fisiche e psicologiche della poliomielite in piena pandemia da Covid-19 non è stato affatto semplice.

Il protagonista di Nemesi è Bucky Cantor, un giovanissimo animatore di un campo giochi americano che, in piena seconda guerra mondiale, vedrà ammalarsi di polio molti dei suoi ragazzi.

Tutto il breve romanzo di Roth è incentrato sui grandi dubbi e sensi di colpa che accompagneranno Cantor durante l’epidemia.

Difficile, infatti, riuscire ad “accettare” una malattia che colpisce i più giovani. A maggior ragione perché la polio, spesso, lasciava danni terribili a chi riusciva a sopravvivere. Molti ragazzi si ritrovavano ad essere completamente sani il giorno prima per ritrovarsi paralizzati dopo ventiquattr’ore.

La pena più grande, poi, era per i ragazzi che a causa della polio non erano più in grado di respirare e costretti, quindi, a passare il resto della loro vita in un polmone d’acciaio.

Sono molte le considerazioni che Cantor si ritrova a fare, una su tutte: dov’è Dio? Come può un Dio permettere che la polio paralizzi e uccida milioni di bambini?

Uno dei fili conduttori di tutto il romanzo è proprio la ricerca di un colpevole, qualcuno da accusare per rendere tutto più facile, anche quando un colpevole, in realtà, non c’è.

Non so se consigliarvi di leggerlo proprio in questo momento, come vi accennavo ho accusato particolarmente alcuni passaggi. D’altra parte, però, questo periodo che stiamo vivendo mi ha permesso anche di capirlo come non avrei mai potuto fare… avrei potuto immaginare, ma non capire.

Ci aggiorniamo nei prossimi giorni, credo un po’ a rilento tra trasloco e lavoro ma non disperate, prima o poi mi faccio sentire.

Vi ricordo che, se volete, mi trovate su Instagram come the_black_cat_books.

A presto,

G

2 risposte a "Nemesi"

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