Sepúlveda. Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

un ricordo.

L’aspetto peggiore di questo covid-19 è che portando via con se vite umane porta via anche storie, racconti.

Qualche settimana fa una delle frasi più ripetute, che ha permesso a molti di noi di nascondersi dietro un dito, era “muoiono solo quelli vecchi e malati”.

Questa frase rendeva possibile girarsi dall’altra parte. Come se il problema non ci riguardasse poi davvero. Colpisce loro, non me!

I fragili! È vero, gli anziani sono i più fragili. Ma portandoli via, questo virus, rende fragili anche noi. Perché loro sono le nostre radici, la nostra storia. Senza siamo ancora più soli in balia delle difficoltà.

Dopo quasi due mesi dall’annuncio della malattia, il virus, ha portato via anche Sepúlveda che, più di tanti altri, ha provato ad insegnarci a non girarci dall’altra parte e, più di tanti altri, ha contribuito a costruire le radici della nostra storia.

Non credo sia stato un caso se Sepúlveda scelse un grosso gatto per la sua storia. Il gatto nella cultura di massa è, anche, un animale piuttosto concentrato su se stesso.

Rappresenta, quindi, qualcuno non particolarmente abituato ad occuparsi degli altri senza ricevere nulla in cambio.

Occuparsi degli altri, poi, è faticoso, sopratutto se sono diversi, sopratutto se il loro problema non ci colpisce in prima persona. I problemi di una gabbianella che lotta contro la marea nera dell’uomo non dovrebbero modificare in alcun modo la vita di un grosso gatto di città. Ma Zorba è un gatto più umano di tanti umani e, di fronte ad una gabbianella che non ha più tempo,decide di promettere, di lanciarsi nel vuoto ed uscire da ciò che è facile per tentare ciò che è complicato, ma che è giusto fare.

Zorba ci insegna, poi, che le difficoltà si superano più facilmente con l’aiuto degli amici. Diderot ci dimostra che la soluzione ai problemi più complessi è nella cultura, nella curiosità per ciò che non conosciamo.

La gabbianella e Zorba insieme, poi, sono la dimostrazione che il primo passo per risolvere un problema è affrontarlo… è cominciare. Fare un passo verso il vuoto, quel vuoto che pare impossibile da superare, impossibile così come dovrebbe essere impossibile per un gatto insegnare a volare ad un gabbianella.

Zorba ci insegna il rispetto, l’accoglienza, l’umanità, l’importanza di aiutare chi è perso, solo e senza radici. Ma accogliere non significa pretende che la gabbianella diventi gatto, nonostante possa sembrare più semplice anche a lei, ma rispettare chi è diverso da noi. Aiutare, sì, ma non cambiando il prossimo. Con la consapevolezza che incontrando ciò che è differente e lontano da noi si diventa più ricchi.

Restare fermi, girarsi dall’altra parte è più facile…ma l’unico modo per avere nuove possibilità è muoversi.

“Vola solo chi osa farlo”

A quel punto poi, si può cambiare, rimediare agli errori commessi… tornare a volare.

È passato tanto tempo da quando lessi Storia di una gabbianella e del gatto che le insegno a volare.

Per la precisione sono passati venti anni.

Ho ritrovato, però, un disegno fatto all’epoca. Un disegno di una gabbianella e di un gatto sul molo, sotto un cielo di stelle e di possibilità da affrontare insieme… anche se talmente immenso da farli sembrare, in confronto, piccoli piccoli.

Io, il gatto Zorba, non lo dimenticherò!

Vi ricordo che, se volete, potete trovarmi su Instagram come the_black_cat_books.

A presto,

G.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...