Il prigioniero del cielo

di Carlos Ruiz Zafón

Quando ho bisogno di certezze dal punto di vista letterario ho degli autori presso cui rifugiarmi. Uno di questi, come avrete capito, è Zafón.

Zafón fa sembrare la scrittura la cosa più facile del mondo, ha la capacità di dire le cose più profonde con una semplicità incredibile che ti fa pensare che non ci sia modo migliore per esprimere quel concetto.

Questo è il motivo percui i suoi libri, anche i meno riusciti, sono comunque un porto sicuro. Se anche la storia dovesse traballare le atmosfere e la scrittura la renderanno comunque una lettura piacevole.

Il gioco dell’angelo mi aveva lasciato qualche domanda, alcune hanno trovato risposta in Il prigioniero del cielo, altre no, ma ho ancora un libro da leggere per concludere la saga…

In questo libro troviamo molti vecchi amici. Da Il gioco dell’angelo ritroveremo David Martìn qualche anno dopo, da L’ombra del vento torneranno, invece, Daniel Sempere, suo padre e Fermìn Romero de Torres. Il protagonista di Il prigioniero del cielo è proprio Fermìn.

TRAMA

Qualche anno dopo le vicende narrate ne Lombra del vento, una mattina, si presenta nella libreria Sempere e figli uno strano individuo, un anziano piuttosto malconcio. Compra una preziosissima copia di Il Conte di Montecristo e chiede a Daniel di consegnarla a Fermìn. Nella dedica scrive “ A Fermìn Romero de Torres che è tornato dal mondo dei morti e possiede la chiave del futuro”.

Questo strano incontro costringerà Fermìn a fare i conti con il suo passato di prigioniero e si ritroverà a dover raccontare a Daniel quello che non ha mai avuto il coraggio di dirgli.

È un libro di transizione questo di Zafón, serve a chiarire alcuni aspetti del passato dei vari personaggi dei due libri precedenti per poi concludere la storia con Il labirinto degli spiriti.

Come potrete immaginare non vedo l’ora di andare avanti e concludere la saga… ma, visti i tempi, lo terrò da parte per le prossime settimane.

Spero voi stiate tutti bene, so che mi seguono tante persone dalla Lombardia, che comunque sta vivendo questo periodo con maggiori difficoltà. Non tanto per le restrizioni, che ormai ci accomunano, ma per il numero di malati.

Ci vuole pazienza, tanta!

State a casa e se dovete andare a lavorare fatelo prestando la massima attenzione.

A presto,

G.

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