Follia

di Patrick McGrath

Follia è il libro che non ti aspetti. Un mesetto fa ho accompagnato una mia amica a Roma, doveva fare delle commissioni ed io, per passare il tempo, mi sono rifugiata nella Feltrinelli nella galleria Alberto Sordi. Dopo un’ora lì dentro andavo in giro con un mucchio di libri in braccio, cominciavo a fare fatica a trasportarli da una parte all’altra della libreria. Alla fine, da brava ragazza saggia, ho deciso di non prenderli tutti e sono tornata a casa SOLO con quattro libri.

A mia discolpa posso dire che avevo dei buoni di Feltrinelli che sarebbero scaduti a giorni…

Trai quattro libri tornati a casa con me c’era Follia di McGrath, forse quello dei quattro che conoscevo di meno. Avevo visto la copertina su altri profili di Instagram e proprio la copertina mi aveva invitato a sfogliarlo e dare un’occhiata alla trama, che vi lascio qui di seguito.

Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne affiorano le ragioni nascoste.

«Emersi da una lettura che probabilmente avrà avuto poche interruzioni – senza ricorrere a sensazionalismi plateali, McGrath è un maestro nel­l’arte di non mollare la presa – ci si potrà domandare semmai in che categoria collocare questo libro avvincente … Libro in ogni caso di atmosfere e di inquietudini sotterranee, tali da creare un disagio che a molti non dispiacerà. Ricordate la Gwendolin di Oscar Wilde? “Che tensione intollerabile” osservava quella saggia giovinetta. E continuava: “Speriamo che duri».

Ho divorato Follia in un paio di giorni. È stato strano il rapporto fra me e questo libro. È un libro che necessita di carburare, non ti appassiona immediatamente, parte con calma e quasi con disinteresse per poi trascinarti in un vortice di situazioni, incomprensioni e tristezza da cui non è possibile liberarsi. Lo stesso vale per i personaggi, ho fatto grande fatica con il personaggio di Stella, non riuscivo assolutamente a capire alcune sue scelte, sopratutto nella prima parte del romanzo. Mi è parsa incosciente, sciocca, a tratti egoista, per poi rendermi conto di avere di fronte una situazione molto più complessa.

Forse, quello che emerge maggiormente dal libro è che siamo TUTTI spinti da egoismo, quell’egoismo che non ci permette di comprendere l’altro. Lo stesso lettore viene portato da McGrath a compiere lo stesso errore dei personaggi di Follia, giudicherà senza capire, come fanno tutti.

Una volta finito, il romanzo di McGrath, mi ha lasciato addosso un pesante velo di tristezza, eppure sono consapevole di aver letto un romanzo che porterò nel cuore.

Vi consiglio, assolutamente, di leggerlo!

Probabilmente non sarà l’ultimo libro del mese, ce ne sarà sicuramente un altro, forse altri due.

Anche in questo caso Aurora (su Instagram labuscagram) ha contribuito con una canzone, il secondo appuntamento del mese con Di parole in musica. Fate un salto sul suo profilo!

Vi ricordo che potete trovarmi su Instagram come the_black_cat_books

Vi mando un abbraccio,

G.

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