Il gioco dell’angelo

di Carlos Ruiz Zafón

Alla veneranda età di 30 anni mi ritrovo a recuperare tutti i libri “adulti” di Zafón. Dopo anni di pregiudizi a dicembre ho letto L’ombra del vento che in un secondo ha scalato la classifica dei miei libri preferiti posizionandosi a braccetto con i miei “numeri 1”, cioè con tutti quei libri che mi sono piaciuti da impazzire e trai quali non riesco a scegliere un numero uno assoluto.

Una volta finito L’ombra del vento sono andata, di corsa, da Feltrinelli per prendere il secondo libro della “saga”. Zafón ha scritto altri tre libri dopo L’ombra del vento, questi quattro libri possono essere letti in qualsiasi ordine, le storie, alcuni personaggi ed un luogo si intrecciano ma i protagonisti sono diversi.

Ho finalmente terminato, anche, Il gioco dell’angelo.

TRAMA

Il protagonista di questo secondo volume è il giovane scrittore David Martín.

Martín è cresciuto con sua papà dopo che la mamma li ha abbandonati entrambi. Suo padre è un reduce di guerra che poco ha da spartire con la letteratura e con la passione per la scrittura di suo figlio. Martín però si ritroverà completamente solo molto presto. Suo padre, infatti, verrà ucciso davanti a lui in un’aggressione in un vicolo. Rimasto solo verrà preso sotto l’ala protettrice del conte Pedro Vidal che si occuperà di lui e gli farà ottenere un posto in un giornale. Grazie al conte, Martín, conoscerà Cristina (figlia dell’autista di Vidal) di cui si innamorerà immediatamente. Proprio per il giornale Martín comincerà a scrivere una serie di racconti che otterranno un discreto successo. Attireranno anche l’attenzione di uno strano personaggio che si metterà in contatto con Martín attraverso delle lettere chiuse con una ceralacca a forma di angelo. Lo strano personaggio si chiama Andreas Corelli e dice di essere un importante editore francese. Nel frattempo Martín ha cominciato a lavorare per una nuova casa editrice che gli impone dei ritmi al limite dell’umano. Con i soldi dei romanzi riesce però a lasciare la pensione in cui vive e comprare una vecchia casa piuttosto fatiscente con una torre che si erge su Barcellona. Martin sente di appartenere a quella casa da sempre, nonostante a tutti sembri inospitale. Chiuso nel suo studio nella torre e lavorando senza freni Martín comincia a soffrire di forti mal di testa, non riesce a camminare bene, ha problemi alla vista, deciderà finalmente di farsi visitare.

A quel punto tutto cambia, Martín scoprirà di avere un tumore al cervello da cui non può essere salvato, i medici gli danno poco più di un anno di vita. Subito dopo la visita Martín incontrerà Corelli, figura misteriosa dal sorriso gelido ed occhi brillanti che gli offrirà una cifra incredibile di denaro per scrivere un libro… un libro religioso, il testo sacro per una nuova religione. Martín avrà dei benefici immediati dopo aver conosciuto Corelli eppure più passa il tempo e più si renderà conto che c’è qualcosa di terribilmente sbagliato nella sua vita, in quell’uomo e nel libro che sta scrivendo.

Chi è Corelli?

Nessuno sembra conoscerlo.

Sarà il cimitero dei libri perduti a dare una prima risposta a Martín.

Il suo destino sembra legato ad uno scrittore ormai morto, primo proprietario della casa della torre acquistata proprio da Martín. Le loro storie diventano ogni giorno spaventosamente più simili. Sembrano destinati alla stessa maledizione.

Martín comincerà a porsi domande, ma ogni nuova scoperta porta alla luce nuovi interrogativi e violenza.

Durante la lettura del gioco dell’angelo mi sono ritrovata a dubitare di tutti, non solo dell’onestà dei vari personaggi ma anche delle loro identità. Rispetto a l’ombra del vento il gioco dell’angelo ha tinte molto più cupe, atmosfere più misteriose e meno poesia ad addolcire il tutto. Non raggiunge il livello del primo fratello, per il momento imbattibile, ma mantiene tutte quelle caratteristiche che fanno di Zafón uno scrittore di incredibile bravura. C’è qualche interrogativo che non viene svelato e che potrebbe far perdere qualche punto al libro, ma potrebbe trovare risposta nei libri successivi della saga.

Con questo libro nella pagina Instagram inaugurerò una collaborazione con Aurora, la trovate come labuscagram. Nei prossimi mesi Aurora darà voce alle mie recensioni interpretando un brano liberamente ispirato al libro che sto leggendo… potrà ispirarsi, alla trama, ad un personaggio, all’atmosfera, al periodo storico, sarà lei a spiegarci cosa l’avrà colpita.

Inutile dirvi che ieri sono andata di corsa in libreria ed ho preso il terzo ed il quarto volume.

Detto ciò vi saluto e cercherò di ridurre questa recensione ai pochi caratteri che mi concede Instagram per pubblicarla anche sul profilo, mi trovate come the_black_cat_books.

Anche voi siete ossessionati dalla bellissima scrittura di Zafón?

Ci sentiamo presto,

G.

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