Il miniaturista

di Jessie Burton

Prima recensione del 2020. Venerdì sera ho terminato il miniaturista di Jessie Burton, edito Bompiani. Ha avuto l’importante compito di accompagnarmi durante il passaggio dal 2019 al 2020, avevo, infatti, cominciato a leggerlo poco prima di capodanno.

Avevo inserito questo libro nella mia wishlist perché La setta dei libri, gruppo Instagram creato da Guglielmo Scilla (Willwoosh) e Marco Cioni, lo aveva inserito in uno dei papabili libri da leggere di qualche mese fa, era poi stato scelto un altro. Io mi ero lasciata incuriosire dalla trama del libro e dalla copertina accattivante, mi ero quindi ripromessa di leggerlo.

TRAMA

Siamo nel 1600 ad Amsterdam, Petronella è una giovanissima ragazza che, a causa dei problemi finanziari che la sua famiglia sta vivendo dalla morte del padre, e grazie alla sua bellezza, viene data in sposa ad un affascinante uomo molto più grande di lei, Johannes Brandt. L’uomo è bello, educato e incredibilmente potente, è, infatti, uno degli mercanti più influenti di Amsterdam, un vero e proprio scapolo d’oro. Al suo arrivo ad Amsterdam Petronella viene accolta da una serva Cornelia, da sua cognata Marin e da Otto. La presenza di Otto in quella casa la dice lunga sul carattere di Johannes, Otto, infatti, è un uomo di colore. La stessa Petronella non sa come comportarsi di fronte a quest’uomo così raro nell’Olanda del 1600. Otto fa parte della servitù, certo, eppure non è da servo che viene trattato, è vestito sempre incredibilmente elegante, è stato istruito dal padrone come un vero gentiluomo ed è a lui che Johannes affida tutto ciò che gli è più caro, persino gli affari. Marin, d’altro canto, la cognata di Petronella, è un mistero. Bella, austera, elegante, sembra fatta di pietra tanto è rigida, eppure quando pensa di non essere vista si lascia andare alla sue debolezze umane. Eppure la persona che più sconvolge Petronella è proprio suo marito, è sempre gentile con lei ma sembra evitarla; non dorme con lei, non condivide la sua vita con lei ed il sogno d’amore e la famiglia tanto desiderata da Petronella sembrano sempre più lontane. Johannes però le regalerà uno stipetto con la miniatura perfetta della loro casa. Petronella dovrà rivolgersi ad un miniaturista per arredarla alla fine riuscirà a trovarne uno tramite un annuncio sul giornale. Il miniaturista, o meglio, la miniaturista comincerà subito a lavorare per Petronella, ma non si limiterà a costruire ciò che le è stato richiesto, le manderà infatti pezzi mai ordinati ma che sono l’esatta copia dei mobili e delle persone che vivono in casa Brandt. Nel corso della storia Petronella si accorge di alcuni strani particolari nelle miniature, ma se ne accorgerà soltanto dopo alcuni fatti inimmaginabili successi in casa. Com’è possibile che nelle miniature siano presenti delle caratteristiche ancor prima che alcuni eventi accadano? E come può la miniaturista esserne a conoscenza dato riguardano segreti mai usciti dalle quattro mura di casa Brandt? È la miniaturista a predire gli eventi oppure è lei stessa a causarli? Chi è? Perché evita costantemente Petronella eppure non smette mai di lavorare per lei?

Petronella si troverà a doversi orientare in un labirinto di misteri e segreti in cui sembra essere sempre più persa.

Come prima lettura del 2020 devo dire che non mi è dispiaciuta affatto, sono rimasta un po’ perplessa da come la Burton abbia deciso di affrontare il mistero principale, non lo risolve del tutto, accenna una risposta che, a mio avviso, andava un po’ argomentata. L’ambientazione mi è piaciuta tantissimo, l’Amsterdam del 1600, in cui il potere veniva diviso tra mercanti e religiosi, è bellissima. I personaggi sono riuscitissimi, si evolvono, crescono ma, allo stesso tempo, restano fedeli a loro stessi. È un libro di una donna, anche piuttosto giovane, che parla di donne, protagoniste indiscusse del romanzo. Saranno Petronella, Cornelia e Marin le colonne della storia.

Ho intenzione di proseguire su questo filone, gennaio sarà il mese dedicato alle autrici che scrivono romanzi con donne protagoniste.

Vi consiglio di leggerlo? Sì, mi è piaciuto molto!

Vi ricordo che, se volete, potete trovarmi su Instagram come the_black_cat_books.

Alla prossima recensione,

G.

2 risposte a "Il miniaturista"

    1. theblackcatcafebooks ha detto:

      Ho visto il trailer della serie TV e vorrei vederla, ho aspettato perché volevo prima finire il libro. Secondo me vale la pena leggerlo, ho qualche perplessità su come l’autrice ha gestito la fine della storia, ma nel complesso mi è piaciuto 😊 fammi sapere se deciderai di leggerlo 🖤

      "Mi piace"

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