La voce delle ombre

di Frances Hardinge

Bentornati lettori! È passato qualche tempo dall’ultima recensione ma questi giorni sono stati particolarmente impegnativi e mi sento piuttosto stanca nelle ultime settimane. Ho avuto meno tempo da dedicare alla lettura e mi rendo conto di aver letto con meno tranquillità. In ogni caso, non mi sono fermata! Dopo L’ombra del vento, di Zafón, mi ha fatto compagnia La voce delle ombre di Frances Hardinge.

Edito da Mondadori siamo alle prese con un’altra copertina bellissima, ricorda un po’ quella de Gli amici silenziosi, recensito qualche settimana fa. In questo caso, però, ad essere così bella è la sovraccoperta, il piatto anteriore riporta lo stesso disegno, monocolore, inciso.

TRAMA

In una notte cupa e fredda, Makepeace viene costretta a dormire nella gelida cappella di un cimitero: lì nessuno potrà sentirla gridare terrorizzata nel sonno. Perché lei è molto diversa dalle ragazze che, nell’Inghilterra della metà del Seicento, vivono nel suo villaggio. Makepeace ha un dono, che è anche una maledizione: può accogliere gli spiriti dei morti che vagano alla ricerca di un nuovo corpo. E una sera, per la prima volta, è il fantasma di un orso a trovare rifugio dentro di lei. Quando intorno scoppia la guerra civile e Makepeace viene rapita da una famiglia nobile e misteriosa, l’orso diventa l’unico amico di cui può fidarsi. Insieme potrebbero cambiare le sorti del conflitto. Ma altri spiriti malvagi e potenti vorrebbero piegarla alla loro crudele volontà, per annientare il re e sconvolgere tutta l’Inghilterra.

Cosa me ne è parso?

Makepeace vive con sua madre in un villaggio di puritani, ospite di alcuni zii. Nel paese serpeggia l’ombra della guerra civile, c’è fermento, ma sono altre le preoccupazioni della ragazza. A Makepeace capita di fare sogni strani, sogni in cui delle entità simili a sbuffi di fumo tentano di entrarle nella mente. Queste entità sono anime che hanno appena dovuto abbandonare il loro corpo e tentano disperatamente di rifugiarsi, per non disfarsi all’aria, nel corpo di qualcun altro, un corpo in grado di accoglierle come quello di Makepeace. Sua madre sembra particolarmente preoccupata da questa situazione ma non è disposta a dare troppe informazioni alla ragazza. La porterà però in una cappella vicino ad un cimitero chiudendola dentro per tutta la notte alla mercé degli spiriti che tenteranno di entrarle nella testa, consapevole che soltanto in questo modo la ragazza potrà imparare a difendersi da pericoli ben peggiori in cui potrebbe imbattersi a causa del suo dono.

Sua madre poi si rifiuta di parlare del loro passato e Makepeace cresce piena di domande… chi è suo padre? Dov’è? Perché sua madre non ha intenzione di parlarne?

Per una serie di circostanze Makepeace si troverà a svelare (almeno in parte) questi misteri! Verrà, per sbaglio, infestata dal fantasma di un orso e verrà accolta dalla sua famiglia paterna, i Felmotte, famiglia che sembra possedere il suo stesso dono. Tuttavia c’è qualcosa che non va nei suoi familiari, alcuni di loro, anziani, sembrano avere una forza sovrumana, decisamente non compatibile con la loro età. Makepeace, poi, non riesce a guardarli negli occhi, farlo le provoca lo stesso terrore che prova nell’affrontare gli spiriti. Scoprirà di doversi difendere da tutti e troverà nell’orso un grande alleato. Saranno poi tante le anime con cui Makepeace verrà a contatto e sarà costretta a convivere. Si ritroverà, quindi, a doversi difendere sia dagli uomini che dagli spiriti che la infesteranno e che, talvolta, approfitteranno dei suoi momenti di debolezza.

Ho apprezzato particolarmente l’originalità della storia, è un modo diverso con cui affrontare il tema della “possessione” da parte degli spiriti, tuttavia non è un libro che mi ha fatto impazzire. Non mi sono affezionata particolarmente al personaggio di Makepeace, è coraggiosa e caparbia …e nient’altro. Mi sembra, poi, che tanti misteri siano rimasti irrisolti, lo stesso passato dei genitori di Makepeace non viene rivelato, possiamo immaginare cosa sia successo ma mi aspettavo di scoprire di più dato che la ragazza bramava informazioni sul loro passato da tutta la vita. In generale poi resta piuttosto lacunosa la storia dei Felmotte su cui sarebbe stato interessante indagare di più! È un libro simpatico, con idee originali ma non mi ha entusiasmato quanto avrei sperato. Arrivata a quaranta pagine dalla fine non vedevo l’ora finisse per passare al libro successivo. Magari dipende anche dalla mia stanchezza del periodo, non saprei. Insomma questo libro prende una sufficienza piena, ma nulla più.

Passiamo al prossimo…

Vi ricordo che se volete potete trovarmi su Instagram come the_black_cat_books.

Al prestissimo,

G.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...