L’ombra del vento

di Carlos Ruiz Zafón

Sul profilo Instagram è già Natale da un po’, qui sul blog inauguriamo il periodo delle feste con questa recensione.

Durante i miei anni del liceo ci fu il boom di Carlos Ruiz Zafón, tutte ne parlavano, tutti lo leggevano. Io non fui da meno. Mi limitai però a leggere i suoi romanzi per adolescenti, o “young adult”, se vogliamo usare un linguaggio più moderno. Lessi Marina, Il principe della nebbia e Il palazzo della mezzanotte. Mi piacquero molto, ricordo di aver amato particolarmente Marina. La scrittura di Zafón era particolarmente nelle mie corde, la Spagna del passato, i ricordi delle guerre mondiali e della guerra civile, una forte malinconia ma, allo stesso tempo, un alone di magia, quella magia che ci fa pensare che tutto possa essere possibile, che qualche incredibile mistero sta per svelarsi di fronte ai nostri occhi.

Per come sono fatta, in dei libri così, mi ci tuffo a capofitto e mi lascio annegare in questo mare di malinconia .

In quegli anni, però, Zafón era particolarmente conosciuto per un altro libro, o meglio, per una saga di libri. Sto parlando de L’ombra del vento, e dei libri a seguire Il gioco dell’angelo , Il prigioniero del cielo e Il labirinto degli spiriti.

Io per qualche strano motivo non volli leggerli, nonostante tutti ne parlassero bene, anche mia madre. Credo di aver pensato che quel senso di “mistero”, “magia”, e “possibilità”, che tanto amavo dei libri di Zafón, non aveva spazio in dei libri pensati per adulti.

Come al solito, mi sbagliavo!

E poi? E poi dopo quindici anni è arrivata la Oscar Vault con quest’edizione MERAVIGLIOSA de L’Ombra del vento e mi sono decisa a prenderla.

Ad attirarmi sono state anche le fotografie, il libro è un’edizione illustrata con le foto di Francesc Català Roca. Meravigliose fotografie di una Barcellona degli anni cinquanta.

Ne L’ombra del vento ho ritrovato tutti gli aspetti che tanto avevo amato in Marina, che stupidamente non avevo ritenuto adatti ad un libro per adulti. Il mistero, la nebbia, la dolcezza, il dolore, quello tanto forte da cambiarci, da renderci non umani, ma anche la dignità, la malinconia, il freddo, la neve, l’amicizia, l’amore, il passato, che con il presente si intreccia in una matassa impossibile da districare. Adoro le storie in cui un mistero del passato non risolto, proprio perché non risolto, continua a vivere e modifica il presente. Non parlo soltanto dei libri di Zafón con queste caratteristiche, mi è successo anche con Camilleri, con Il cane di terracotta, in cui Montalbano indaga su un delitto avvenuto quasi cinquanta anni prima.

Ambientato nella Spagna oppressa dalle ingiustizie, dalla violenza e dalle differenze sociali del regime di Franco, il protagonista de L’ombra del vento é un adolescente, Daniel, figlio di un libraio. Daniel ha perso la mamma e della mamma non ricorda più il volto. Il giorno in cui dimenticherà il volto di sua madre Daniel verrà accompagnato da suo padre in un luogo praticamente sconosciuto di Barcellona, il cimitero dei libri dimenticati. In questo labirinto di librerie, in cui per muoversi è necessario segnare il proprio percorso, vengo messi in salvo tutti i libri abbandonati e dimenticati. A Daniel verrà detto di sceglierne uno, di adottarlo e di proteggerlo per il resto della sua vita. Daniel sceglierà, o sarà scelto, da L’ombra del vento di Julián Carax, autore spagnolo pressoché sconosciuto. Eppure il libro di Carax sconvolge totalmente il giovane Daniel, che lo divorerà in pochissimo tempo. Ma da quel momento in poi la sua vita comincerà ad intrecciarsi in maniera sinistra con la storia del romanzo.

Cosa è successo a Carax?

Perché tutti i suoi libri sono stati distrutti o dati alle fiamme?

Chi è lo strano personaggio con il volto sfigurato che segue Daniel nella notte?

Inutile dirvi che ho amato questo libro! Con l’edizione di Oscar Vault, poi, grazie alla copertina con l’effetto anticato, ci si può illudere di aver messo le mani su una delle copie del libro di Carax sfuggita alle fiamme.

Leggete questo libro, qualsiasi edizione voi abbiate. Tra l’altro, reputo i libri di Zafón particolarmente adatti all’inverno. Di nuovo quella mia ossessione di accostare i libri alle stagioni.

Vi ricordo che potete seguirmi su Instagram, mi trovate come the_black_cat_books.

Al prossimo libro,

G.

2 risposte a "L’ombra del vento"

  1. La finestra di Maria ha detto:

    Devo assolutamente leggere questo libro! Faccio una lista di libri che mi piacerebbe leggere e l’ho inserito già da un pò, devo solo decidermi a prenderlo😊

    "Mi piace"

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