Il gatto striato miagola tre volte

di Alan Bradley

Avete mai sentito parlare di Gladys? Di Buckshaw? Di Flavia de Luce?

Se la risposta a tutte queste domande è “NO” vuol dire che non vi siete mai imbattuti nei gialli di Alan Bradley. Ed è un peccato!

Di cosa sto parlando? Mi riferisco alla bellissima saga di gialli con protagonista la MERAVIGLIOSA Flavia de Luce!

I primi due volumi della saga sono editi Mondadori, i successivi Sellerio.

La saga è composta da:

Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli

La morte non è cosa per ragazzine

Aringhe rosse senza mostarda

Il Natale di Flavia de Luce

A spasso tra le tombe

Lo strano caso del cadavere di rame

Un segreto per Flavia de Luce

Flavia de luce e il cadavere nel camino

Il gatto striato miagola tre volte

Flavia de Luce è una bambina (sarebbe molto offesa se dovesse leggere questo blog!), mi correggo, Flavia de Luce è un’incredibile promessa della chimica. Una Marie Curie in erba. Vive a Buckshaw, quella che un tempo doveva essere una magnifica residenza e che ora, a causa dei problemi economici che assillano la famiglia di Flavia, è una grande casa in rovina. Vive poco lontano da Londra, a Bishop Lacey, poco dopo la seconda guerra mondiale. Con Flavia vive la sua famiglia, ben lontana dall’essere una famiglia tradizionale, composta da suo padre, il colonnello de Luce, sua sorella Daphne, tutta gingilli e moine, e sua sorella Ophelia, che raramente stacca gli occhi dai suoi amati libri. Con loro, a Buckshaw, vivono anche la signora Mullet (pessima) cuoca ed il fidato Dogger. Buckshaw, come vi dicevo, sta cadendo in rovina ma in un ala della casa c’è il sancta sanctorum di Flavia, il laboratorio di chimica, eredità di un antenato, chimico, della ragazzina. Flavia è cresciuta nel suo laboratorio, facendo esperimenti e la chimica non ha più segreti per lei… le sue conoscenze le torneranno utili nel momento in cui Flavia prenderà il vizio di imbattersi in cadaveri durante le sue scorribande in sella alla sua bicicletta ,Gladys, e diventare una piccola, brillante, teatrale ed irriverente Sherlock Holmes.

Il personaggio di Flavia è incredibilmente riuscito! Divertente, mentitrice incallita, simpatica, ma con un caratterino davvero difficile da tenere a bada. Non ha paura di niente ed affronta adulti e piccini a testa alta, mettendoli spesso in difficoltà.

Io la ADORO!

Tutti gli altri personaggi restano sullo sfondo e tendono ad essere quasi delle caricature, poco elaborate. Flavia, da sola, basta!

Mi sono imbattuta in questa saga per sbaglio ormai tanti, tanti anni fa. Trovai una copia di “A spasso tra le tombe” nella libreria della stazione di Napoli di rientro dalla mia solita vacanza nelle Eolie, non sapendo che fosse parte di una saga lo comprai. Tempo qualche mese e avevo recuperato tutti i libri precedenti. Vorrei, tra l’altro, rileggere due libri della saga, li lessi in lingua originale ma, a differenza di altri libri, non sono riuscita a godermeli per bene. Sarà per il linguaggio non moderno, i modi di dire ed i riferimenti alla chimica.

Vi lascio la trama che troverete nel risvolto del libro, non voglio aggiungere altro riguardo la trama di questo libro in particolare. È bene che scopriate la storia da soli.

TRAMA

«Ma come potevo raccontare che per me imbattermi nell’ennesimo corpo senza vita era tutto tranne che terribile? Al contrario: era emozionante; era eccitante; era inebriante; era tonificante; per tacere del fatto che era elettrizzante e soprattutto appagante».
Quello che succede a Flavia de Luce – l’aristocratica adolescente chimica e detective che corre con la bici «Gladys» per i viottoli del suo villaggio dell’Inghilterra di una volta – è sempre avvolto dentro un po’ di mistero. Appena di ritorno dal Canada, dalla scuola per ragazze per bene dove i parenti l’hanno relegata, ritrova nella magione cadente il previdente maggiordomo Dogger e la governante signora Mullet. Ci sono le perfide sorelle maggiori Daffy e Feely, con in più una cuginetta particolarmente dispettosa. Ma manca il padre, il colonnello de Luce, nobile decaduto: è ricoverato per una polmonite ma, un motivo o l’altro, Flavia non riesce ad andare a fargli visita e non capisce come mai. Inoltre, la turbolenta indiscreta faccia tosta risulta l’erede universale della madre Harriet, l’avventurosa Lady scomparsa in Tibet. È in questo quadro che Flavia, curiosando dappertutto, scopre un orrendo omicidio: il vecchio Sambridge, falegname e meraviglioso intagliatore, è trovato ucciso e legato a imitazione dell’uomo vitruviano di Leonardo a un elaborato marchingegno ligneo.
Nella stanza del delitto, il riferimento a un celebre scrittore per bambini, Oliver Inchbald, anch’egli morto in circostanze eccentriche. Scartabellando tra gli scaffali di biblioteche, interpellando editori, scomodando vecchie conoscenze legate ai servizi, interpretando manufatti artistici, rivangando vecchie storie di donne intrepide, Flavia si fa strada verso la verità. Sotto l’occhio di un poliziotto tollerante.
Nel corso delle sue avventure (questo è l’ottavo titolo della serie) la ragazzina Flavia si fa coinvolgere in indagini poliziesche pervase da un diffuso, impertinente umorismo e da un horror addolcito che il lettore vive con gli occhi dell’infanzia. È il mondo degli adulti, sempre pieno di storielle stravaganti e inconsapevoli macchiette inglesi, inframmezzato ogni tanto da un delitto, che scorre davanti ai suoi occhi di dodicenne intelligente e arguta, che non sa stare zitta.

ricordo che, se volete potete trovarmi su Instagram come the_black_cat_books.

A presto,

G.

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